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    Presentazione del libretto "Il Tricolore" nella scuola di Fanzolo

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    Educazione alla Cittadinanza

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  • 1976 - 2016 40° Terremoto a Gemona

    1976 - 2016 40° Terremoto a Gemona

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Il 25 aprile 2016 ricorre il 71° anniversario della Liberazione dal nazifascismo e della fine della seconda guerra mondiale. Il 25 Aprile è una festa di libertà e di speranza, che ricorda quel che abbiamo conquistato: la nostra libertà. 

 

Abbiamo il dovere di ricordare, il diritto di custodire e preservare. Custodire una memoria viva della nostra liberazione significa trasmettere un’esperienza che è stata soprattutto umana. La Democrazia del nostro paese è figlia della guerra di Liberazione e della Resistenza. Il cambiamento radicale del paesaggio sociale e umano e delle condizioni di vita, fanno percepire alle nuove generazioni quel periodo, in modo radicalmente diverso.

Vi fu un conflitto militare durissimo tra eserciti stranieri. Vi fu una guerra contro i civili: le lapidi che ricordano le stragi tedesche, sparse per tutto il paese ne sono la testimonianza. Vi fu una guerra civile, una guerra tra italiani. Una parte di questi combatteva per liberare l’Italia, l’altra era al servizio della Germania nazista. Resta il fatto che erano italiani, gente magari dello stesso paese o città. Fu la rinascita del fascismo repubblichino, a trasformare in guerra civile, una guerra che sarebbe stata solo una guerra di liberazione contro i tedeschi. Una guerra civile non si ferma per decreto, non si improvvisa uno stato di diritto dopo vent’anni di fascismo e due di terrore.

Per rispondere ai divulgatori faziosi bisogna dar conto di questo contesto che si chiama guerra civile. La nostra umanità si ribella, settantuno anni fa come oggi, di fronte a vite spezzate. Ieri contro la sopraffazione nazifascista, oggi contro chi opprime intere popolazioni. Sono circa 60 milioni le persone nel mondo costrette a fuggire: da guerre, da povertà, dall’indigenza, dal sopruso, dal terrorismo fondamentalista e religioso.

Ricordiamo tutti i Caduti, i congiunti dei Caduti, i Mutilati e invalidi di guerra, i protagonisti della guerra di Liberazione e della Resistenza, i Caduti delle nazioni alleate, i Reduci della deportazione e dalla prigionia, le vittime del terrorismo. E’ grazie a loro se possiamo vivere in un paese dove la libertà e la democrazia sono garantite da una Costituzione repubblicana. Manifestiamo riconoscenza alle Forze Armate italiane, presidio delle istituzioni repubblicane, ai nostri militari che anche all’estero rischiano la vita al servizio della comunità internazionale per la pace e la convivenza tra le Nazioni.

Giurando fedeltà alla bandiera abbiamo promesso amore e servizio alla nostra Patria, nel ricordo del sacrificio di chi è caduto, perché noi vivessimo in un mondo più libero. Trasmettiamo alle nuove generazioni, la memoria degli eventi che hanno caratterizzato la storia della nostra Patria. Alle nuove generazioni diciamo: la Patria è il luogo delle tue radici e della tua storia. Di chi ti ha generato alla vita e una visione del mondo che ti circonda e ti dà da vivere.

La Patria è il luogo delle tue relazioni e della tua libertà: dove ti senti accolto per quello che sei e che pensi, e dove puoi accogliere un altro per quello che è e che pensa. La Patria è il luogo del tuo futuro: dell’amicizia e della solidarietà, della libertà di costruire assieme una nuova visione del mondo. La Patria è il luogo del rispetto delle persone e della natura. La Patria è il luogo dove c’è una bandiera, che orienta a questo ideale, che sollecita e aiuta tutti a camminare assieme.


Il Capogruppo Giorgio Baggio