• 91a Adunata Trento 2018

    91a Adunata Trento 2018

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  • Festa della Repubblica 2018

    Festa della Repubblica 2018

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 Al termine della prima guerra mondiale un gruppo di reduci l’8 luglio 1919 costituì l’Associazione Nazionale Alpini e a settembre 1920 venne organizzata la prima adunata nazionale sull’Ortigara.

L’Associazione Nazionale Alpini presenta un organico di 354.028 soci (a marzo 2017), con 80 sezioni in Italia, 30 sezioni nelle varie nazioni del mondo, più 7 gruppi autonomi: quattro in Canada, uno in Colombia e gli ultimi nati, Slovacchia e Vienna (2016).

Le Sezioni si articolano in 4.488 Gruppi. Fedele a sentimenti, quali l’amor di Patria, l’amicizia, la solidarietà, il senso del dovere, cementato durante la naja, l’Associazione ha saputo esprimere queste doti, intervenendo in drammatiche circostanze, nazionali e internazionali, dal Vajont (1963), al Friuli (1976/'77),dall’Irpinia (1980/81), alla Valtellina (1987), all’Armenia (1989), all’Albania (1999).

E ancora in Valle d’Aosta (2000), in Molise (2002), nell'Abruzzo terremotato (2009-'10) con i volontari della Protezione civile che risultano essere oltre quattordicimila. Tra le numerose opere a favore del prossimo l'Associazione ha costruito in due anni di lavoro volontario (1992/'93), un asilo a Rossosch, al posto di quella che fu la sede del comando del Corpo d'Armata alpino nel 1942, durante la campagna di Russia. Analoga operazione, su richiesta del vescovo di Sarajevo mons. Sudar, è stata condotta a termine nel 2002, per ampliare un istituto scolastico multietnico a Zenica (Bosnia) che ospita studenti delle tre etnie: bosniaca, serba e musulmana.

In Mozambico dove nel 1993-'94 gli alpini di leva parteciparono alla operazione umanitaria disposta dalle Nazioni Unite, in un paese sconvolto dalla guerriglia, l'ANA ha costruito un collegio femminile, un centro nutrizionale di accoglienza per bambini sottonutriti e un centro di alfabetizzazione e promozione della donna.

Nell'Abruzzo terremotato sono stati impegnati 8.500 volontari della Protezione civile ANA e il 14 novembre 2009 è stato inaugurato il "Villaggio ANA" a Fossa (L'Aquila) dove, grazie alle somme raccolte dall'Associazione e da altri enti, sono state costruite 33 case per gli sfollati del comune abruzzese. Un capitolo a parte merita l'ospedale da campo.

Il 19 marzo 1994 l’Associazione ha inaugurato un nuovo ospedale da campo avioelitrasportabile, gioiello unico in Europa e forse nel mondo già impiegato più volte in occasione di pubbliche calamità. Il personale medico e paramedico è quello delle strutture sanitarie più avanzate.

Ultimo intervento in ordine di tempo è stato compiuto a Kinniya nel Sri Lanka dopo il devastante tsunami. Per 6 mesi è stata attivata una parte dell'ospedale con medici, infermieri, personale tecnico e volontari della nostra Protezione civile. Per essere vicini alle popolazioni del terremoto 2016 l'A.N.A. ha raccolto fondi ed ha proceduto alla costruzione di edifici antisismici polivalenti nei comuni di Campotosto (già completato) e di Accumoli, Preci ed Arquata del Tronto.

LABARO NAZIONALE ANA

Il Labaro Nazionale Il Labaro è il simbolo dell'Associazione Nazionale Alpini e nelle adunate sfila in testa al corteo sempre scortato dal Consiglio Direttivo Nazionale e ad esso vengono sempre resi gli onori militari.

Su di esso , sono appuntate 216 Medaglie d'Oro così suddivise: - 209 Medaglie d'Oro al V.M. (16 ai reparti e 193 individuali conferite ad alpini inquadrati nei reparti alpini) - 4 al Valor Civile; - 1 al Merito Civile; - 1 medaglia d'Oro C.R.I. (2003); - 1 Benemerenza di 1ª classe della Protezione civile (2010).

Esiste inoltre il medagliere dell'Associazione (che non sfila nelle adunate) che si fregia di 115 Medaglie d'Oro al V.M. conferite ad alpini non inquadrati in reparti alpini.

All'A.N.A. sono state conferite anche : 1 medaglia d'Argento al Merito Civile per quanto fatto in Italia e all'estero dall'ospedale da campo. 1 medaglia di Bronzo al Merito Civile per gli interventi della nostra Protezione civile in Armenia e in Valtellina sconvolta da una alluvione. Corrado Perona, quando era Presidente della Associazione Nazionale Alpini, nella prefazione del libro “Il Labaro” così ce lo fece sentire nostro Ci sono cose a cui non è proprio possibile abituarsi. Una di queste è scortare il Labaro della nostra Associazione.

Il Labaro per noi è la rappresentazione fisica delle nostre tradizioni, della nostra storia e, in definitiva, del nostro spirito. Noi guardiamo a quel drappo ed alle sue medaglie d’oro con speranza perché ci sollecita la memoria e ci restituisce quelle motivazioni che ci permettono di affrontare la vita di tutti giorni in modo sereno.

Gli alpini hanno bisogno di guardare alle loro radici perché solo una pianta con radici solide può crescere e dare buoni frutti.

Quelle radici sono la punta di diamante della nostra storia, delle nostre tradizioni e della nostra gloria.

Una gloria che non è fatta di inutili eroismi; una memoria che non significa celebrare eventi tragici e sanguinosi.

Una gloria fatta di fratellanza, di dedizione, di senso del dovere; una memoria che ci consente di preservare quella lezione di dignità, di senso del dovere, di fratellanza, di tenacia, di amore incondizionato verso la Patria che ci è stata consegnata.

Uomini semplici che, senza nulla chiedere, hanno saputo dare tutto ai propri fratelli e all’Italia. Questo è il nostro Labaro.

Su di esso, oltre alle medaglie d’oro, noi sentiamo la presenza di tutti i nostri Caduti, quasi ne percepiamo la voce.

Una voce che ci sussurra una storia di sacrificio, certo, ma anche di amore infinito e purissimo che è la stessa che ci hanno raccontato i nostri Padri fondatori e i nostri Reduci, che non hanno chiesto nulla per se stessi, ma ci hanno imposto di non dimenticare quelle virtù, quello stile di vita che loro, poco più che ventenni, avevano dovuto apprendere in momenti davvero tragici.

Virtù e stile di vita che dovevano essere applicati anche in campo civile per fare dell’Italia un posto migliore dove vivere e dove crescere i nostri figli.

Ricordare, ricordare e ancora ricordare quella lezione e cercare di esserne degni: questo è il semplice segreto degli alpini.

Il nostro Labaro è la raffigurazione di questo segreto.

Corrado Perona Presidente nazionale A.N.A.

I QUATTRO RAGGRUPPAMENTI ANA

I Quattro Raggruppamenti A.N.A. e la stecca del 4° L’ Associazione Nazionale Alpini già da molto prima dell’anno 2000 ha suddiviso in 4 Raggruppamenti le Sezioni ANA presenti sul territorio Italiano. –

Il 1° Raggruppamento accorpa le Sezioni ANA del Piemonte della Valle d’Aosta e della Liguria. –

Il 2° Raggruppamento appartengono le Sezioni ANA della Lombardia e dell’Emilia Romagna. –

Il 3° Raggruppamento sono inserite le sezioni del trentino Alto Adige, del Friuli Venezia Giulia e del Veneto.

Il 4° Raggruppamento contiene 12 Sezioni ANA Abruzzo - Bari, Puglia e Basilicata - Firenze - Latina - Marche - Massa Carrara - Molise - Napoli, Campania e Calabria – Pisa ,Lucca, Livorno - Roma - Sardegna - Sicilia.

Ogni anno ciascun raggruppamento realizza un raduno di Raggruppamento. Dopo L’Adunata Nazionale, che è la manifestazione principe che organizza l’ANA, questi 4 Raduni sono le manifestazione più importanti. A questi 4 raduni è sempre presente il Labaro nazionale con il Presidente ed il suo Consiglio Nazionale . Pertanto essi vengono programmati e ne viene fissata la data con almeno 18 mesi di anticipo per poterli armonizzare, temporalmente, con i Pellegrinaggi ai tanti luoghi simbolo degli alpini (Pellegrinaggi, Sacrari, Adamello ecc) che la Presidenza deve presenziare.

Questi Raduni hanno una notevole risonanza e tantissimi Alpini non possono fare a meno di parteciparvi. Con una suggestiva e semplice cerimonia al termine di ogni raduno la Sezione / Gruppo organizzatori consegnano “La Stecca” alla Sezione / Gruppo che sono già destinatari dell’organizzazione del raduno dell’anno successivo.

Quando c’era la leva militare “La Stecca” era un forte simbolo “goliardico” che rappresentava i mesi di naja che gli anziani congedanti (i nonni) lasciavano ai più giovani soldati (i figli) ed ad ogni scaglione di congedo essa passava di mano in mano a suggellare per sempre la consegna di una cosa molto importante da realizzare e comunque da portare a termine