74° Anniversario della Liberazione
e della fine della seconda  guerra mondiale 25 aprile 1945.

     Il 25 aprile, festa nazionale della Liberazione, ricorre il 74° anniversario della Liberazione dal nazifascismo e della fine della seconda guerra mondiale.  Ricorre il 71° anniversario (1948-2018) dell’entrata in vigore  della nostra carta costituzionale.

Il 25 Aprile è una festa di libertà e di speranza, che ricorda quel che abbiamo conquistato: la nostra libertà e la pace. Grazie al sacrificio di tanti, che abbiamo il dovere di ricordare, il diritto di custodire e preservare. Custodire una memoria viva della nostra liberazione significa trasmettere alle nuove generazioni un’esperienza che è stata soprattutto umana.

La memoria non è un accessorio di scarso valore, ne un freno all’innovazione. E’ un bene costitutivo di ogni comunità e un antidoto contro il ripetersi di avventure di stampo neonazista e neofascista.

La Democrazia del nostro paese è figlia della guerra di Liberazione e della Resistenza. Il cambiamento radicale del paesaggio sociale ed umano e delle condizioni di vita attuali, fanno percepire alle nuove generazioni quel periodo, in modo radicalmente diverso. Vi fu un conflitto militare durissimo tra eserciti stranieri. Vi fu una guerra contro i civili: le lapidi che ricordano le stragi tedesche, sparse per tutta l’Italia, ne sono la testimonianza. Vi fu una guerra civile, una guerra tra italiani. Una parte di questi combatteva per liberare l’Italia, l’altra era al servizio della Germania nazista. Resta il fatto che erano italiani, gente magari dello stesso paese o città.

Fu la rinascita del fascismo repubblichino, la repubblica Sociale di Salò a trasformare in guerra civile, una guerra che sarebbe stata solo una guerra di liberazione contro i tedeschi. Una guerra civile non si ferma per decreto, non si improvvisa uno stato di diritto dopo vent’anni di fascismo e due di terrore. Per rispondere ai divulgatori faziosi bisogna dar conto di questo contesto che si chiama guerra civile.

La nostra umanità si ribella, come settantatre anni fa, di fronte a troppe vite spezzate. Ieri contro la sopraffazione nazifascista, oggi contro chi opprime intere popolazioni.

Sono circa 60 milioni le persone nel mondo costrette a fuggire: da guerre, da povertà, dall’indigenza, dal sopruso, dal terrorismo fondamentalista e religioso. E’ per tutti questi motivi che vogliamo ricordare tutti i Caduti, i congiunti dei Caduti, i Mutilati e invalidi di guerra, i protagonisti della guerra di Liberazione e della Resistenza, i Caduti delle nazioni alleate, i Reduci della deportazione e dalla prigionia. E’ grazie a loro se possiamo vivere in un paese dove la libertà, la democrazia e la pace, sono garantite da una Costituzione repubblicana.

Se la nostra Costituzione venisse attuata completamente sarebbe una trasformazione radicale del nostro Paese. Penso al lavoro, all’uguaglianza. Manifestiamo riconoscenza alle Forze Armate italiane, presidio delle istituzioni repubblicane, ai nostri militari che anche all’estero rischiano la vita al servizio della comunità internazionale per la pace e la convivenza tra le Nazioni. Giurando fedeltà alla bandiera abbiamo promesso amore e servizio alla nostra Patria, nel ricordo del sacrificio di chi è caduto, perché noi vivessimo in un mondo più libero.

Non è un obbiettivo generico la Pace. Per la Pace bisogna operare in ogni sede e in ogni momento.

Alle nuove generazioni bisogna rendere evidente il rapporto indissolubile tra Pace-Democrazia-Libertà-Uguaglianza. Senza la Pace tutto viene messo a rischio. Alle nuove generazioni bisogna far conoscere gli orrori del Fascismo e della seconda guerra mondiale. Alle nuove generazioni diciamo: la Patria è il luogo delle tue radici e della tua storia. Di chi ti ha dato la vita e una visione del mondo che ti circonda e ti dà da vivere.

La Patria è il luogo delle tue relazioni e della tua libertà: dove ti senti accolto per quello che sei e che pensi, e dove puoi accogliere un altro per quello che è e che pensa. La Patria è il luogo del tuo futuro: dell’amicizia e della solidarietà, della libertà di costruire assieme una nuova visione del mondo. La Patria è il luogo del rispetto delle persone e della natura. La Patria è il luogo dove c’è una bandiera, che orienta a questo ideale, che sollecita e aiuta tutti a camminare assieme.

                                 Giorgio Baggio